PROFILO
Ci sono delle scarpe che sono entrate nella leggenda.

Le All Star della Converse sono state ideate nel 1923 e sono anche su Wikipedia, che non è proprio una cosa da "scarpa". All'inizio sono state pensate per giocare a basket ed essere più comodi. Ci stava. Poi è arrivato il boom, nel mondo della musica, nel mondo del rock. Ma anche in quello del cinema. Dai Rolling Stone agli ACDC, dai Ramones ai Guns'n Roses fino a Kurt Cobain e Paul McCarty: usare le All Star era un segno di riconoscimento, era un must. E poi nel cinema le ha indossate John Travolta in Grease e persino Sylvester Stallone col suo Rocky. Senza dimenticare la comparsata fuori tempo di un bel paio di All Star rosa nella stupenda Marie Antoinette di Sofia Coppola. E il paio ai piedi di Kristen Stewart nel vampiresco Twilight. Della serie: non ci facciamo mancare niente.

La Nike per tutti è noi è stata Just do it. Lo abbiamo scritto sui muri con le bombolette, segnato sui diari con l'uni posca, persino usato come firma sul gesso quando qualche amico si faceva male. La Blazer poi è stata la scarpa da basket per eccellenza. La indossava nel '73 George "The Iceman" Gervin, uno che per la pallacanestro ha fatto la storia. Poi la blazer ha iniziato a uscire dal campo da basket e diventare casual. Perfetta anche per andare sullo skateboard.

Un giorno abbiamo iniziato a personalizzarle. Sia le All Star che le Blazers. Ogni scarpa un prodotto unico perché personalizzata a mano, passo passo, ora dopo ora. Perché artigianale, autentica, ispirata. Per le prime paia ci mettevamo anche 6 ore a coppia, che sembra una follia. Ma il risultato ci ripagava sempre. Avevamo reso una scarpa che adoriamo sin da quando siamo ragazzi unica e speciale. Perché qualcuno potesse indossarla e sentirsi diverso, senza paura.

Adesso ci copiano in tanti, ma va bene così. Noi continuiamo la nostra strada fatta di originalità e passione.
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